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Come l'Intelligenza Artificiale può favorire l'Economia Circolare e l'Industria 4.0

L’Intelligenza Artificiale (AI) riveste un ruolo decisivo per l’economia circolare e l’Industria 4.0.
In questo articolo, andremo a esaminare le potenziali applicazioni pratiche di tale nuova frontiera tecnologica, negli ambienti organizzativi.

Una sfida ambiziosa

L’Economia Circolare costituisce un nuovo paradigma economico emergente, in grado di sostituirsi ai modelli produttivi incentrati su una visione lineare.

Questo approccio punta a ridurre gli sprechi e, al contempo, valorizzare le risorse riconcettualizzando, in modo radicale, i prodotti e il loro uso nel tempo, per puntare così a una maggiore sostenibilità ambientale e sociale.

Tutto ciò rappresenta una sfida ambiziosa sia per il sistema produttivo che per la società, richiedendo attività e processi di produzione e consumo sostenibili.

Nuovi Spazi di innovazione

La quarta fase industriale, dal canto suo, si basa sul mix tecnologico di strumenti digitali che trasformano i processi produttivi e le catene di valore.

Robotica, sensori, Internet e programmazione aprono nuovi spazi di innovazione per la progettazione di una produzione più sostenibile.

Economia Circolare e Industria 4.0, pertanto, sono due concetti che risultano strettamente connessi e possono essere potenziati dal ruolo cruciale dell’AI, intesa come la capacità delle macchine di apprendere, ragionare e interagire con l’ambiente.

Il contributo dell'AI

Rispetto all’Economia Circolare, l’AI può contribuire a una sua realizzazione in diversi modi, tra cui:

 

Progettazione circolare di prodotti, componenti e materiali, che prevede la scelta di materiali riciclabili, biodegradabili o rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni, la modularità e la riparabilità dei prodotti, la creazione di nuove funzionalità e servizi.

Funzionamento circolare dei modelli di business, che implica la trasformazione dei prodotti in servizi, la condivisione e il riutilizzo dei beni, la creazione di piattaforme collaborative, la personalizzazione e la tracciabilità dei prodotti, la gestione ottimale delle scorte e dei flussi di materiali.

Ottimizzazione delle infrastrutture necessarie per la circolarità dei prodotti e dei flussi di materiali, che comporta la raccolta e l’analisi dei dati, la connessione e l’integrazione dei sistemi, la logistica intelligente, il monitoraggio e il controllo dei processi, la manutenzione
predittiva e preventiva delle macchine.

Efficienza, flessibilità e competitività

L’AI, poi, può favorire anche l’industria 4.0, rendendo i processi produttivi più efficienti, flessibili e competitivi, grazie a:

Automazione, che rende le nuove macchine sempre più autonome, flessibili e collaborative. Questo non solo ottimizza l’efficienza, ma consente anche di ridurre gli sprechi e di prolungare il ciclo di vita delle risorse.

• Internet of Things (IoT), che permette di far comunicare fra loro: Macchine, prodotti, per monitorarne anche i cicli di vita, dispositivi e persone, raccogliendo e trasmettendo i dati, tramite una rete intelligente e interattiva.

Analisi dei dati e Machine Learning, che consentono di elaborare e interpretare i dati, di estrarre informazioni e conoscenze, di supportare le decisioni e le azioni, di apprendere dai dati e dalle esperienze, di migliorare le prestazioni e le capacità. In questo modo si rende sostenibile la quantità di merce prodotta, evitando sprechi e sovrapproduzione. Inoltre, il tracciamento delle risorse e l’utilizzo dei prodotti consentono di gestire in modo consapevole ed efficiente le risorse del nostro pianeta.

Sfide e Rischi

Ai fini della realizzazione di una Economia Circolare e di una Industria 4.0 realmente inclusive e sostenibili, l’AI può risultare abilitante, in quanto offre nuove opportunità di innovazione e di creazione di valore, sia per le imprese che per la società.

Tuttavia, l’AI presenta anche delle sfide e dei rischi, che richiedono:
• Regolamentazione adeguata;
• Governance responsabile;
• Sensibilizzazione culturale;
• Formazione continua.

In definitiva, questa rivoluzione digitale, può rappresentare la giusta occasione, per gli imprenditori, di mantenere un vantaggio competitivo delle loro realtà aziendali, contribuendo anche a preservare il nostro pianeta per le generazioni future.

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Tutte le immagini sono tratte da “Blade Runner”, di Ridley Scott, 1982 e “2002 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, 1969
Articolo a cura di Maurizio Boccuto

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