Il progetto F.I.T. di Fondimpresa

dalla Tunisia al veneto

 

Eduforma Srl consolida la sua posizione di primo piano nella cooperazione internazionale partecipando, lo scorso 21 e 26 gennaio 2026, ai tavoli di lavoro presso Palazzo Chigi, Roma.

Gli incontri sono stati presieduti dal Consigliere Nazionale, Dott. Ortona, e dal Consigliere Diplomatico, Dott. F. Saggio, per coordinare l’avanzamento dei progetti formativi nei Paesi coinvolti dal Piano Mattei.

Per Eduforma ha preso parte agli incontri la collega Annamaria Zitarelli, contribuendo al confronto istituzionale sullo stato di avanzamento dei progetti.

Fondimpresa Paesi Terzi

Ma cosa prevede esattamente l’Avviso?
Con l’Avviso 4/2024 “Interventi sperimentali per l’implementazione di programmi di formazione professionale e civico linguistica in Paesi terzi” Fondimpresa finanzia la realizzazione di percorsi formativi, beneficiati da aziende che in risposta al fabbisogno di figure professionali, in presenza di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, procedano a formare cittadini stranieri residenti in Paesi terzi, e/o gli apolidi e gli stranieri rifugiati presenti in Paesi terzi di primo asilo o di transito, ai fini di una loro successiva assunzione in Italia.

Il Progetto F.I.T.: un ponte tra Tunisia e Veneto

 

 

Nell’ampio scenario del Piano Mattei — che conta oggi 46 progetti attivi e coinvolge circa 4.700 persone — Eduforma si distingue come ente capofila del progetto F.I.T. – Formazione Inclusiva Tunisia approvato dal MLPS e finanziato da Fondimpresa a valere sull’avviso 4/2024.

 

Il progetto vede la formazione di 8 tunisini che dopo la formazione ed il superamento dell’esame di certificazione della lingua italiana, saranno assunti in aziende venete per il settore meccanico e metalmeccanico.

Una sinergia di sistema

 

 

Eduforma ha condiviso il tavolo di confronto con i principali attori istituzionali e partner strategici, tra cui il Ministero del Lavoro, Sviluppo Lavoro Italia, Confindustria, ELIS e le maggiori Agenzie per il Lavoro (Umana, Orienta, Sinergy, Gi Group, Randstad, Manpower) insieme al Consorzio Cultura d’Impresa, titolare anch’esso di un progetto.

L’obiettivo comune è ambizioso: risolvere criticità in modo corale e facilitare l’ingresso in Italia di almeno 2.000 lavoratori qualificati entro il 2026, trasformando le buone prassi in uno standard per la gestione dei flussi migratori e delle necessità del mercato del lavoro.

 

Il percorso di monitoraggio proseguirà con il prossimo incontro fissato per il 23 febbraio 2026.

 

 

Articolo a cura di Annamaria Zitarelli

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