1. Chi sei?
Sono Giada Storti e lavoro da anni nell’ambito della sostenibilità, della finanza etica e dell’impatto sociale. Nel mio percorso ho affiancato attività di consulenza, progettazione e gestione di iniziative complesse a un forte impegno nella formazione, rivolta sia a professionisti che a imprese. La docenza, per me, è uno spazio di scambio e costruzione condivisa di senso, non solo di trasmissione di contenuti.
2. Com’è nata la tua passione per la docenza?
È nata sul campo. Lavorando con aziende, organizzazioni e territori molto diversi tra loro, mi sono resa conto che il vero cambiamento avviene quando le persone comprendono il “perché” delle cose, non solo il “come”. La docenza è diventata così uno strumento naturale per accompagnare processi di consapevolezza, soprattutto su temi complessi come la sostenibilità, il cambiamento organizzativo e l’impatto.
3. Qual è la caratteristica che un buon docente dovrebbe avere?
La capacità di ascoltare e adattarsi. Un buon docente non parte mai solo da ciò che sa, ma da chi ha davanti: dalle domande, dalle resistenze, dalle aspettative. Credo molto in una formazione concreta, dialogica e calata nella realtà delle persone e delle aziende.
4. Qual è il valore aggiunto di frequentare un percorso di formazione per il proprio sviluppo professionale?
La formazione permette di fermarsi, rileggere il proprio ruolo e acquisire nuovi strumenti per affrontare il cambiamento con maggiore lucidità. Per le persone significa rafforzare competenze e visione; per le aziende significa investire su scelte più consapevoli, sostenibili e durature nel tempo.


